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Dario Basile


Classe '60, appassionato di viaggi, fotografia e fuoristrada. Dal 1988 ad oggi ho compiuto diverse traversate nel Sahara e oltre 40 viaggi nello stesso deserto, tre raids nel Medio Oriente attraversando paesi di grande interesse come la Siria, la Giordania e l'Israele. Numerosi sono i viaggi nella Penisola Arabica e soprattutto in Oman.  Dopo aver documentato con libri fotografici i miei itinerari nel mondo, ho sentito il forte desiderio di dedicare tempo e passione all'organizzazione di viaggi entusiasmanti nel Sahara e nella Penisola Arabica attraversando paesi di grande fascino per la natura, per gli spazi e per le tradizioni e culture dei popoli che li abitano.   Ecco il sito dove puoi trovare i programmi di  viaggio nel Sahara:  www.coloridisabbia.net

Profilo

Raccontare in poche righe la mia grande passione per i deserti e soprattutto per il Sahara é un'impresa ardua; ogni aggettivo usato non potrà mai rendere giustizia alla bellezza di questi panorami. Le emozioni, le sensazioni non si possono esprimere a parole come si può descrivere un tramonto, un cielo trapuntato di stelle, il silenzio, il vento, l'atmosfera "magica" di un bivacco attorno al fuoco e tanto altro ancora. Il deserto va vissuto, devi sentire sulla tua pelle la sabbia, il sale, il vento, devi vedere con i tuoi occhi la sua immensità perché il deserto é una cosa a sé, un altro mondo, un'altra dimensione, un sogno da cui non si vorrebbe mai essere svegliati.
Bastano pochi attimi per innamorarsi di questa natura spettacolare, unica, magica, per certi versi mistica ed in effetti non esiste ambiente più adatto alla preghiera del deserto in questi infiniti spazi. I Tuareg dicono che Dio ha donato il deserto agli uomini affinché vi ritrovassero la propria anima; un viaggio nel Sahara infatti é prima di ogni altra cosa un viaggio in sé stessi. Qui tutte le maschere cadono e ci si mette a nudo, si é veramente sé stessi. Il deserto mette alla prova e non si può fingere, qui tutto é come deve essere; il deserto con la sua vastità libera la mente, l'anima si espande e non é costretta a tacere dei ritmi frenetici della nostra società. Nel deserto non vi é apparentemente nulla eppure per chi sa ben guardare, vi é tutto; i Tuareg lo chiamano "il grande nulla", il grande vuoto, ma é un vuoto che ti riempie come nessun'altra cosa al mondo. 
Girovagando nel deserto tornano spesso alla mente le parole dell' "Infinito" di Leopardi quando dice " Interminati spazi, sovrumani silenzi e profondissima quiete". Il deserto con la sua natura estrema ed ostile seduce con dolcezza ma non ammette esitazioni; chiunque prova angoscia ed inquietudine dinanzi a tanta solitudine, chiunque non sa farsi umile al suo cospetto, chiunque lo sottovaluta, chiunque pecca in spirito d'avventura ed adattamento, qui non sarà il benvenuto. Il deserto affascina con la sua vastità, l'infinito assoluto, con le dune, con le rocce e i panorami che cambiano continuamente, ma l'ambiente é forte e indomabile come il popolo che lo abita da millenni. I Tuareg, mitici e affascinanti uomini blu, gente meravigliosa, hanno una grande voce nelle parole di Mano Dayak: "Se vuoi conoscere molta gente devi vivere nelle città, ma se vuoi conoscere te stesso devi vivere nel deserto".
Il Sahara, questo susseguirsi di paesaggi grandiosi che sanno regalare le emozioni più disparate, questo alternarsi di felicità e dramma, vita e morte, infonde un desiderio grandissimo di non perdere nemmeno un minuto della giornata per godere di questo ambiente così magico. Rimane dentro un immenso sentimento che ti spinge a tornare in questi luoghi ormai entrati nel cuore e di cui é impossibile farne a meno.
Ho arricchito con i miei viaggi nel deserto il bagaglio di esperienze e quest'immensa ricchezza interiore non potrà mai abbandonarmi. Ho sempre lasciato che il fascino del deserto mi avvolgesse stringendomi forte, e sono stato ricambiato da esperienze di grande valore umano ed emotivo; in questi luoghi si impara ad apprezzare le cose più semplici, a rispettare la natura, ad amare la vita. Qui non manca nulla per sentirsi in pace con l'intero universo. Il mio pensiero va costantemente al popolo che abita il deserto, gente unica e straordinaria, la cui ospitalità é talvolta commovente, la loro gentilezza sublime, la loro bellezza pure, ma purtroppo anche il tenore di vita raggiunge livelli di povertà per noi impensabili. Si può toccare con mano la miseria più assoluta e si comprende il significato di parole quali fame, sete, malattia. Ma c'é una cosa che fa grande questa gente: il fatto che nonostante l'atroce miseria c'é sempre un sorriso, non possiedono beni materiali ma nel loro cuore hanno un sentimento che oggi non sempre si trova nelle popolazioni più civili e progredite, ed é l'amore per la vita.
Il deserto ci cambia, non può non modificare il pensiero e i sentimenti di chi lo attraversa; Paul Bowles, l'autore del film "Il Té nel deserto", disse che chiunque sia stato nel Sahara per un pò, non é più lo stesso di quando é arrivato.  Nel deserto si impara cos'é l'umiltà, la semplicità, la fierezza; si impara ad avere rispetto per l'ambiente, per la fede, si conosce a fondo il valore della tolleranza e si comprende il vero significato delle parole amore, amicizia, ospitalità e libertà. Libertà, questo termine che per noi occidentali é oggi quasi insignificante, nel deserto acquista un grande valore; si comprende perché i Tuareg non riescono ad abbandonare la vita nomade e si acuisce dai loro volti un altissimo senso di dignità, fierezza, indomabilità.  Sono questi spazi infiniti che improntano il loro essere, ne affinano lo spirito e li purificano dalle bassezze. Viaggiare in questi luoghi vuol dire anche affrontare disagi, ma sono disagi ampiamente ricompensati dalla bellezza dei posti e dalla gentilezza dei nomadi; nel deserto la vita é spartana, si mangia per terra, non ci si lava per giorni, si soffre il caldo e il freddo, ma la mente vola in alto e ascoltando il proprio cuore si é finalmente liberi e in pace con sé stessi.

Dario


 

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