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La fotografia

LA SCELTA

Accade spesso che quando si sceglie un apparecchio fotografico si desideri che sia dotato di infinite possibilità e con molti accessori per non limitarne l'utilizzo in varie situazioni.
Ma se la scelta viene fatta sul raggiungimento di un obiettivo principale che é quello della fotografia nel viaggio, allora é necessario distinguere tra apparecchi sofisticati ma anche delicati ed altri invece con meno componenti elettroniche ma certamente più robusti e affidabili, soprattutto nei viaggi in luoghi con molta polvere, sabbia e altri agenti atmosferici.
E' poi importante, nella valutazione dell'acquisto, decidere se la fotografia viene considerata un semplice ed occasionale passatempo che ci segue nei nostri viaggi o se al contrario desideriamo che essa faccia parte integrante delle nostre passioni.
In ogni caso sia in un caso che nell'altro possiamo trovare nel mercato un assortimento di apparecchi fotografici di tutti i generi e per ogni tasca. E' spesso un amico ad aiutare nella scelta, ma anche il parere esperto di un negoziante onesto e preparato può essere sufficiente ad indirizzare verso il giusto acquisto.
Se considerate la vostra partenza con una passione nuova, quella fotografica, una strada da percorrere ma senza ancora la certezza di poter ottenere anche buoni risultati, allora un apparecchio 24x36 ad esposizione automatica e autofocus può permettere di lavorare senza particolari attenzioni a questioni tecniche.
Inoltre durante un viaggio molto spesso non si ha il tempo di poter fare tutte le regolazioni necessarie per una buona fotografia e quindi un apparecchio automatico può risultare la scelta migliore anche per privilegiare l'inquadratura, che nelle foto panoramiche é di primaria importanza.
Non bisogna mai dimenticare che fotografare é solamente il mezzo per arrivare al fine ultimo della nostra passione e cioé quello di portare a casa non solo un ricordo fotografico ma un emozione e un idea che in quel momento era dentro di noi.


GLI ACCESSORI

In un viaggio nel deserto o comunque in luoghi dove la polvere, la sabbia e le condizioni climatiche non favoriscono certo l'utilizzo semplice degli apparecchi fotografici, gli accessori devono essere ridotti all'indispensabile sia per evitare di portare con sè troppa attrezzatura che può essere d'ingombro, che per cercare di rendere semplice la ripresa fotografica valorizzando maggiormente il "taglio" dell'immagine e l'inquadratura.
Comunque, se si decide di portare qualche accessorio, é necessario che esso si di facile utilizzazione e che sia destinato all'uso di fotografia nel viaggio senza confondere le idee anzi facilitando il più possibile la ripresa.
Anzitutto il più importante tra questi é la borsa fotografica, che per la difficoltà di stivaggio nell'auto senza il pericolo di urti e maltrattamenti, consiglio certamente che debba essere rigida e resistente, imbottita all'interno in schiuma di gomma morbida con gli scomparti esatti per le macchine fotografiche e gli obiettivi.
Una valigetta ben organizzata é in grado di contenere un corredo completo, due corpi, gli obiettivi, l'esposimetro, il treppiede e il cavo flessibile, i filtri, le pile di ricambio, i paraluce, coperchietti copri-obiettivi e altri articoli essenziali come un coltello multiuso.
Ce ne sono di vari prezzi sul mercato, purtroppo non a buon mercato se si decide di acquistarla in un negozio specializzato.
Ho potuto verificare invece che con un minimo di lavoro artigianale é possibile risparmiare molto: in un centro commerciale di articoli vari per il bricolage, esistono delle valigie rigide ad un basso costo e anche in diversi formati, che generalmente sono utilizzate dagli elettricisti con la possibilità di dividere gli spazi interni. Con della spugna molto compatta é possibile poter realizzare gli spazi vuoti dove collocare tutti obiettivi e corpo macchina. Quindi con poca spesa si può raggiungere lo stesso scopo di una borsa borsa rigida di un qualunque negozio fotografico.
Altro accessorio importante é un piccolo treppiede, leggero e resistente, con scatto flessibile, per fare delle foto in momenti della giornata o di sera quando la luce é scarsa e i tempi di posa si allungano notevolmente.
Le lenti addizionali sono qualcosa che va al di fuori della mia personale concezione di fissare immagini sulla pellicola. Preferisco infatti fotografare ciò che vedo senza alcuna correzione, fissando nei miei occhi un immagine, con i pregi e i difetti della luce del momento, ma accorgermi al suo sviluppo che é esattamente quello che avevo in mente. Il motore non é un accessorio indispensabile né tanto meno importante per la fotografia nel viaggio; ben altro valore assume invece per la fotografia sportiva. Nei miei viaggi ho potuto verificare che é preferibile scegliere soggetti non in movimento per poter inquadrare nel miglior modo possibile l'ambiente circostante e il paesaggio che ci circonda.
Non é un accessorio ma la sua importanza nella fotografia in viaggio é fondamentale: la scorta di pile per le macchine fotografiche si rivela in molti casi importante quanto e più delle pellicole stesse. Ecco perché prima di partire controllo sempre di averne una in più per ogni macchina fotografica facendo attenzione perché ce ne sono di vari tipi.
Anche il libretto di istruzioni dell'apparecchio é consigliabile portare con sé; quando si é lontani e soprattutto si é molto occupati per la guida, l'itinerario e tante altre attività giornaliere, può capitare di non ricordarsi alcuni utilizzi specifici e tecnici della nostra fotocamera, così si rivela importante averlo con sé. Per concludere da mettere certamente in borsa é un pennellino ad aria e una bomboletta d'aria compressa (quella che si trova nei negozi di computer) per la pulizia giornaliera delle lenti dell'obiettivo e della macchina fotografica.


CONSIGLI PER LA MANUTENZIONE

Anche se é difficile poter conservare con cura e molta attenzione l'attrezzatura fotografica in un viaggio-raid, é necessario comunque posizionarla in una zona protetta da urti, ben fissata per evitare sobbalzi e reperibile immediatamente per scattare in qualunque momento della giornata senza per questo dover spostare alcunché dalla nostra auto.
Nel mio personale caso, viaggiando solo, ho potuto togliere il sedile del passeggero e costruire un mobiletto in legno che contiene all'interno accessori dell'attrezzatura meno utilizzati (treppiede, scatto flessibile, obiettivi particolari, pellicole) e sopra di esso un contenitore in plastica, imbottito internamente, ben fissato e dall'apertura veloce e sicura. Due maniglioni a scatto che offrono la garanzia di apertura veloce ma anche di un ottima ermeticità dalla sabbia sempre presente nei viaggi nel deserto.
All'interno di questo contenitore ci sono le due fotocamere con gli obiettivi per un utilizzo continuo durante la giornata in qualunque momento e situazione.
Durante un viaggio la manutenzione non é un operazione sempre possibile: i tempi durante la giornata sono infatti assorbiti dal viaggio stesso, dai controlli altrettanto importanti del nostro mezzo e dalle operazioni quotidiane come montaggio tenda, preparazione della cena e altro ancora.
Ma il tempo, anche se con difficoltà, é necessario trovarlo per poter pulire con la bomboletta di aria compressa e il soffietto tutte le parti della nostra attrezzatura. E' da tenere in considerazione che quando si usa la bombola ad aria compressa, essa va tenuta in posizione verticale per evitare che l'aria fuoriesca sotto forma di vapore ungendo così l'obiettivo e le altri parti.
Inoltre la sabbia deve venire rimossa con molta cura, soprattutto sugli obiettivi e nel canale di scorrimento della pellicola. Un apparecchio non é un'unità a tenuta stagna e l'aria compressa come toglie la sabbia, così la fa entrare.
Di grande importanza sono anche le buste morbide trasparenti per riporre nei contenitori gli obiettivi e i corpi macchina non utilizzati; é risaputo che la sabbia del deserto conosce pochi ostacoli ed entra spesso dappertutto, così una migliore preservazione da questa possibilità é consigliabile.
La pellicola trasparente può essere una valida alternativa alle buste trasparenti con chiusura ermetica ma non sarei favorevole al suo utilizzo per avvolgere completamente la fotocamera, così da dover fotografare in condizioni di non facile regolazione dell'apparecchio stesso oltre a diminuire la luminosità dell'obiettivo.
Consiglio di evitare di cambiare spesso obiettivo; é molto meglio avere più di un corpo macchina già pronto con focali differenti così da non dover esporre al pericolo della sabbia le parti interne, molto delicate, della fotocamera.
Conservare le pellicole in un luogo lontano da fonti di calore dell'automezzo, e in una busta trasparente a chiusura ermetica per evitare di entrare in contatto con la sabbia o altro.
Anche le pellicole, come già detto, devono essere in un luogo di facile reperibilità e già divise per evitare perdite di tempo continue nel ricercare quella che ci interessa. Altrettanto importante é la collocazione di quelle già esposte; in primo luogo perché c'é al loro interno il nostro viaggio, le emozioni vissute e la passione stessa per la fotografia.


I FILTRI

I filtri, accessorio che io non utilizzo quasi mai, sono comunque in alcune occasioni un grande strumento nella fotografia per poter correggere e così migliorare la resa dei colori sia in luce naturale ma anche artificiale.
Come già detto preferisco fissare impresse sulla pellicola immagini esattamente reali come quelle conservate nella mia mente; troppa o poca luce ma certamente quella che c'era in quella particolare situazione.
Nella fotografia a colori vengono usati in particolare dei filtri di conversione e di correzione per migliorare la resa dei colori e dei filtri compensatori di colore per alterare i colori, in funzione di un particolare effetto creativo.
E' importante ricordare che ci sono due possibilità nell'utilizzo di filtri per pellicole a colori: per schiarire un colore si deve usare un filtro del medesimo colore mentre per scurire un colore é necessario utilizzare un filtro del colore complementare.
I filtri compensatori di colore servono a modificare la temperatura di colore della luce incidente. Questi filtri accentuano i colori del soggetti eguali al proprio, assorbendo quelli complementari.
Quando si fa un ritratto ponendo il soggetto sotto un albero, le tonalità della pelle presentano una sgradevole dominante verde. Con un filtro complementare del verde, i colori della pelle tornano normali, senza alterare i verdi dello sfondo.
Nella fotografia in bianco e nero basta tener presente questo principio: ogni filtro colorato schiarisce il colore corrispondente e incupisce il colore complementare. Così, un filtro giallo incupisce l'azzurro del cielo facendo risaltare le nuvole, come pure un filtro arancione, mentre un filtro rosso avrà un effetto ancora più drammatico, trasformando in nero l'azzurro del cielo.
Eventuali elementi rossi presenti nell'immagine si schiariranno con ciascuno di questi filtri.
Un ultima considerazione é che occorre calcolare molto attentamente l'esposizione quando si fotografa in b/n con i filtri, dato che questi accentuano il contrasto dei negativi.
Il filtro che si avvita alla lente frontale dell'obiettivo assorbe una certa quantità di luce in relazione alla propria densità, per cui si deve di conseguenza correggere l'apertura del diaframma o del tempo di posa.
Questa correzione avviene automaticamente negli apparecchi con lettura esposimetrica attraverso l'obiettivo, perché l'esposimetro considera la densità del filtro.
Filtri di conversione: Come già detto questi filtri vengono adoperati per correggere la resa cromatica della pellicola a colori nel caso in cui non sia tarata per il tipo di illuminazione con cui ci si trova a lavorare.
Una pellicola per luce diurna dovrà quindi essere corretta con apposito filtro per evitare fastidiose dominanze cromatiche provenienti da luci artificiali.
Filtri correttori: Sono quelli che permettono di ottenere la medesima resa cromatica con una pellicola invertibile (diapositive), nelle diverse luci della giornata.
Filtri skylight: Proteggono le lenti degli obiettivi da eventuali urti durante il viaggio: Non necessitano di alcun aumento di esposizione.
Filtro polarizzatore: E' un filtro che si utilizza generalmente per scurire il cielo e per eliminare o ridurre i riflessi luminosi provenienti da superfici non metalliche e per migliorare la resa dei dettagli.
Il filtro agisce lasciando passare solo la luce polarizzata, cioé la luce riflessa in un' unica direzione o piano.
Il filtro polarizzatore richiede un aumento di posa pari a 1,5 diaframma circa.


LA FOTOGRAFIA IN VIAGGIO

La fotografia può esprimersi in varie forme artistiche ma il mio parere é che l'esaltazione massima per questa forma di arte é quella che si ottiene nell'utilizzo in viaggio.
All'apparecchio fotografico si vogliono spesso affidare le sensazioni e i colori che i paesaggi dei nostri viaggi ci hanno regalato. Si possono scattare tanti fotogrammi per restituire alla stampa i magici colori ocra della sabbia del deserto o del verde dei palmeti di un oasi, ma spesso si può rimanere delusi.
Ciò dipende in gran parte da un inquadratura sbagliata, magari con troppi elementi al suo interno, oppure con la scelta non corretta dell'illuminazione.
La fotografia migliore é sempre quella che si ottiene valorizzando un emozione, cercando di trasportarla sull'immagine che si forma nel mirino, considerando che il paesaggio é un ambiente naturale, qualche volta modificato dalla presenza dell'uomo.
Gli obiettivi svolgono un ruolo altrettanto importante e modificano la fotografia in modo decisivo: la scelta dell'obiettivo varia secondo i casi, ma per ripresa fotografica durante il viaggio si può usufrire di un grandangolare, con la profondità di campo estesa, ma anche di un teleobiettivo per cogliere dei particolari che altrimenti non sarebbero evidenziati.
La fotografia delle persone e dei bambini durante il viaggio richiede molta pazienza e del tempo per riuscire ad entrare nella loro disponibilità: é sempre necessario chiedere, soprattutto negli itinerari africani, ma credo si possa estendere a qualunque paese del mondo, il consenso alla ripresa fotografica dalla persona stessa. Per i bambini é ancora più difficile perché generalmente non vogliono essere fotografati; nei viaggi in paesi del nord Africa dove ho potuto fissare sulla pellicola i loro piccoli volti, nella maggior parte dei casi c'é stato un lungo approccio per ottenere la fiducia necessaria e la disponibilità a farsi riprendere. Quando non si é certi del risultato di un immagine fotografica é preferibile scattare più fotogrammi con differenti esposizioni; questo perché dispiacerebbe al ritorno scoprire che un luogo o un evento interessante fotografato, si rivela deludente per una regolazione sbagliata o per altre componenti non valutate attentamente.  Se nel fotogramma si verifica la presenza di troppi elementi, é consigliabile avvicinarsi quanto più possibile al soggetto per metterlo in evidenza ed evitare così composizioni troppo disordinate e dispersive.
In un viaggio, soprattutto nel Sahara, le molteplici possibilità offerte dagli ambienti naturali, la loro vastità, i diversi soggetti, la ricchezza di luci e colori, consentiranno di ottenere spesso belle immagini senza troppi problemi.


BIANCO E NERO

Ho potuto verificare, anche nei viaggi nel deserto del Sahara, che la fotografia in bianco e nero può in alcune occasioni valorizzare maggiormente un'immagine rispetto quelle a colori.
Non ho effettuato tante fotografie con le sfumature di grigi, soprattutto nel deserto, perché sono convinto che i colori dei paesaggi, della sabbia color ocra con tutte le sue sfumature, non possa e non debba essere ridimensionata al chiaro e allo scuro solamente.
I paesaggi hanno una migliore riuscita con il colore, questo credo non solo nel Sahara ma anche in altri luoghi. Ci sono invece delle particolari situazioni che meritano invece una fotografia in bianco e nero; la gente, la popolazione locale e forse anche i bambini per esempio possono essere molto interessanti in questo tipo di immagine.
Il bianco e nero utilizza un'unica gamma di "colore" riproducendo tutto con sfumature di grigi, di mezze tinte, di chiaro-scuri.
Il colore viene dunque riprodotto tale e quale noi lo vediamo, mentre il bianco e nero "interpreta" i colori.
La scelta, oltre che aderire ad un preciso gusto, é spesso dettata dalla natura del soggetto fotografato, pur non esistendo una regola assoluta.
Il bianco e nero ha comunque dei costi meno elevati del colore e, per il trattamento in camera oscura, necessita di bagni chimici più semplici e meno inquinanti.
Nel bianco e nero, più che nel colore, può essere utile utilizzare i filtri che permettono di modificare la resa cromatica della pellicola, ovvero la reazione a un determinato colore, evitando che colori diversi vengano riprodotti in tonalità di grigio troppo simili.
Correggono inoltre gli effetti ottici causati dai raggi ultravioletti, abbondanti soprattutto in presenza di forti fonti luminose (il sole del Sahara, per esempio) o a notevoli altitudini.
Nel bianco e nero per schiarire un colore bisogna usare un filtro del medesimo colore; per scurirlo, un filtro del colore complementare. Per separare due tinte differenti ma con intensità luminosa simile, il colore più caldo deve essere schiarito, mentre il più freddo va scurito.


RITRATTO DELLA GENTE

Le fotografie alla gente nei viaggi é senza dubbio il fattore motivante di una ripresa fotografica all'interno dei luoghi attraversati, e la fotocamera mette le sue qualità al servizio del ritratto.
Per fare un buon ritratto é essenziale capire la personalità del soggetto e proprio qui sta uno dei lati più affascinanti della fotografia: occorre poi essere buoni osservatori e non avere fretta di scattare immagini se non si é convinti della naturalezza e spontaneità del soggetto.
I tratti del volto di una persona di mezza età o anziana non sono dovuti al caso, ma sono l'impronta lasciata da una particolare esperienza di vita.
Nei viaggi non sempre é possibile fotografare le persone e comunque é indispensabile chiederne il permesso: é un segno di cortesia e aiuta anche a conoscere la gente scambiando qualche parola o anche solo un sorriso.
Ma se il soggetto é intimidito, é preferibile attendere o addirittura desistere; in caso contrario é consigliabile fare molte fotografie con aria disinvolta, senza mai ricorrere all'inganno di lavorare a fotocamera scarica.
Parlare con le persone contribuisce a creare un contatto quasi fisico; gli occhi devono essere perfettamente a fuoco, anche a costo di sfuocare gli altri allineamenti.
I ritratti nei viaggi hanno il pregio di cogliere le persone in situazioni meno controllate e quindi a tutto vantaggio della spontaneità; é però facile fare una foto della persona, ma é difficile realizzare visivamente la sua personalità:
La fotocamera 35 mm ha tra 'altro, il vantaggio che il soggetto fotografato non sa fino a che punto l'obiettivo lo inquadri. Il grandangolo, per esempio, ritrae il soggetto immerso nell'ambiente che gli é congeniale, mantenendo uno stretto rapporto tra apparecchio e persona.
Il tele-obiettivo può isolare il soggetto dallo sfondo creando un diverso rapporto spaziale.


I BAMBINI

Per i bambini non occorrono speciali effetti di illuminazione o riprese particolari; le foto meglio riuscite sono state sempre scattate con luce naturale concentrandosi sulle azioni e sulle espressioni del soggetto.
Non é poi sorprendente che molte grandi fotografie di bambini siano state realizzate da donne, per quella naturale tendenza femminile a capire d'istinto i bambini e a guardarli con innata simpatia.
Il principale errore che si commette nella fotografia dei bambini é riporre troppo presto la fotocamera.
Con una specie di sesto senso i bambini assumono le espressioni più incredibili non appena l'apparecchio é sparito; se invece é sempre presente si abitueranno a vederlo e finiranno per dimenticarsi.
Quando si fotografano nei viaggi, dopo aver naturalmente conquistato la loro fiducia, é importante creare una situazione che assicuri la reazione del bambino. E' consigliabile quindi coinvolgerlo prima di cominciare a scattare.
Quanto alla posizione di ripresa, é meglio fotografare inginocchiati o comunque in altre posizioni ma con la fotocamera all'altezza degli occhi del bambino.
Purtroppo si vedono ben poche fotografie di bambini scattate dalla loro altezza, come se fossero persone adulte.
Occorre poi acquisire la capacità di seguire i movimenti del soggetto tenendolo sempre a fuoco; i bambini si muovono molto in fretta, e la tecnica del fuoco "a seguire" deve quindi diventare automatica.
Il lato più positivo della fotografia ai bambini é la loro naturalezza: sono infatti ottimi soggetti, spontaneamente espressivi, che quindi non assumono pose "artificiali".
E' necessario sempre cogliere l'espressione caratteristica, il momento esatto per scattare e molte volte il tempo a disposizione non é molto considerando che ci sono da compiere simultaneamente altre operazioni quali la messa a fuoco e la regolazione dei tempi di posa.
L'ideale é chiaramente una macchina reflex automatica anche nella messa a fuoco che permette di facilitare sicuramente il lavoro, evitando la perdita del momento migliore per scattare la fotografia.


IL PAESAGGIO

Il paesaggio, nei viaggi nel Sahara o in altre aree geografiche del pianeta, é sempre lo sfondo di un soggetto o di un elemento che deve risaltare nella fotografia.
Le maggiori difficoltà che si incontrano nel fotografare un paesaggio con una fotocamera 35mm, stanno nel riuscire a contenere l'ampio respiro della scena; é anche molto importante la presenza di un elemento che dia l'idea della scala. Un panorama appare più maestoso se é presente qualcosa cui far riferimento, come una persona o una casa. Inoltre sarà utile un primo piano per far spaziare l'occhio fino allo sfondo.
Al contrario un paesaggio con tanti elementi all'interno dell'immagine crea confusione e non attira l'attenzione di chi osserva la fotografia.
Molte volte si ritiene che il grandangolo sia l'ottica ideale per i paesaggi, ma anche un'ottica 300 mm può svolgere bene il suo compito e mettendolo a fuoco sull'infinito comprime la prospettiva ed esalta le forme tipiche del paesaggio.
Un filtro sfumato nella fotografia ai paesaggi può essere di grande aiuto per rendere bene il cielo caricandolo d'intensità senza togliere interesse al resto dell'immagine.
Viaggiando molte volte si tende a effettuare fotografie a pochi passi dal nostro mezzo, ma ciò si può rivelare un grave errore perché spesso spostandosi a piedi anche solo di poche decine di metri ed esplorando la zona si possono trovare migliori e più interessanti punti di ripresa.
E' comunque bene, prima di recarsi in un luogo, documentarsi sulla sua storia, i suoi costumi, i suoi tratti caratteristici: conoscere le località e l'ambiente é senz'altro utile e non toglie nulla al piacere della scoperta e al sapore delle prime impressioni.
E' preferibile viaggiare soli, in quanto la fotografia é una attività di ricerca individuale e avere vicino una persona che non condivide lo stesso interesse impedisce la concentrazione e la ricerca di immagini da fissare sulla pellicola.
Non si rincorrano troppi soggetti in una volta, né si esageri a fotografare nei primi giorni di un viaggio; si rischierebbe di rimanere senza pellicole proprio quando si é riusciti ad entrare nello spirito del luogo o quando si incontrano i luoghi più interessanti.
A volte é consigliabile scegliere un punto di ripresa e aspettare che si verifichi qualcosa di interessante. Prima di scattare continuamente sullo stesso soggetto, é sempre meglio valutare possibili altre alternative e comunque aspettare e osservare.
E' sempre tenuta in considerazione, nella fotografia ai paesaggi, la presenza o meno del sole che favorisce chiaramente la qualità di una buona immagine. Altrettanto certo é però che sfavorevoli condizioni atmosferiche non devono scoraggiare, anzi possono rappresentare l'occasione per una foto originale diversa dalle migliaia di altre che l'hanno preceduta.


 

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